Crioelettroforesi

TERAPIA DEL DOLORE

CRIOELETTROFORESI

E’ difficile racchiudere in una semplice e fredda definizione che cosa è la CRIOELETTROFORESI, perché spesso le terminologie tecniche non riescono a dare la giusta importanza alla geniale intuizione di un ricercatore catanese, Prof. Aldo Aloisi, che ha messo a punto un elettromedicale in grado di superare tutte le problematiche relative alla penetrazione trans-dermica dei farmaci. E così dalla unione armonica di ghiaccio e corrente è nata questa nuova metodica in grado di introdurre nei tessuti, a basse temperature, in modo mirato e profondo (6-8 cm) sostanze medicamentose idrosolubili, in quantità (1-2 mg%) finora impensabili con le metodiche tradizionali, ma soprattutto con un impatto sistemico quasi nullo (circa 0,04%). Queste le principali caratteristiche:

BREVITA’ DEL TRATTAMENTO.
Precisione, profondità e concentrazione riducono il numero delle sedute necessarie alla terapia.

VEICOLAZIONE DI MAGGIORE QUANTITA’ DI MEDICAMENTI.
L’impiego del farmaco ghiacciato permette un uso più intenso della corrente per veicolare maggiori quantità di principio attivo (60-80% in più).

PENETRAZIONE E ASSORBIMENTO DEL FARMACO.
Correnti oscillanti veicolano il farmaco fino a 8 cm di profondità.

ALTA CONCENTRAZIONE DEL FARMACO A DESTINAZIONE.

MAGGIORE EFFICACIA DEL PRINCIPIO ATTIVO.
La vasocostrizione fa permanere il farmaco più a lungo.

NESSUN EFFETTO COLLATERALE INDESIDERATO.

La Crioelettroforesi serve all’introduzione e al trasporto localizzato del farmaco o del principio attivo naturale, proprio come una siringa serve a introdurre il farmaco per via sistemica. E’ quindi il farmaco e non l’apparecchiatura che, grazie a questa tecnica di straordinaria efficacia, cura l’affezione. Trova applicazione in diversi campi, quali:

MEDICINA FISICA E SPORTIVA

La Crioelettroforesi è particolarmente indicata nel trattamento terapeutico delle artroreumopatie, delle patologie sia acute che croniche dell’apparato locomotore ( cervicale, lombare, gomito, caviglia, spalla, ginocchio, tunnel carpale, tendini….) e delle traumatologie anche in fase riabilitative. In tutte queste affezioni rimuove molto rapidamente gli eventi sintomatologici principali: dolore, infiammazione e contrattura sin dal primo trattamento.

LINFOFLEBOLOGIA E MEDICINA ESTETICA

La tecnica presenta alcuni vantaggi, quali l’abbattimento degli effetti collaterali e la totale assenza dei traumatismi e degli inestetismi possibili con altre metodiche, che la rendono un’ arma terapeutica di straordinaria efficacia nel combattere le insufficienze venose (varici), le lipodistrofie (cellulite), le ipotonie tissutali (tono del viso e del seno) e le insufficienze del microcircolo.

UROLOGIA

Questa metodica è indicata nel trattamento della Induratio Penis Plastica o malattia di La Peyronie, ottenendo la riduzione della placca fibrotica e della recurvatio, e la scomparsa del dolore.

ANESTESIA

Con questa tecnica si possono realizzare anestesie locali anche relativamente profonde in soggetti che per le loro condizioni generali non possono essere sottoposti ad anestesia senza gravi rischi o che presentano zone poco irrorate dalla circolazione sanguigna.